La Videoepiluminescenza per il controllo dei Nei

  • By ERMANNO LOMBARDO
  • 06 Sep, 2017

Che esame è, quando farlo, a cosa serve

Tutti abbiamo dei Nei.

E tutti dovremmo tenerli sott'occhio, preoccuparcene, conoscerli e valutarli.
Lo specialista che si occupa del controllo dei Nei è il Dermatologo.

Quando fare una visita?

I Nei sono dei piccoli "tumori benigni" della pelle, in particolare delle cellule melanocitarie (quelle che ci fanno abbronzare l'estate). Ne esistono di molti tipi e molti colori. Comunemente sono marroni ed hanno una forma simmetrica, crescono fino ai 20-25 anni, spesso sono congeniti o si formano nei primi anni.

Queste sono tutte caratteristiche di benignità.

Tutti dovremmo controllare almeno una volta nella vita i nostri Nei, preferibilmente al termine del processo di formazione, quindi attorno ai 30 anni, per valutarne la quantità, le dimensioni, i colori, la simmetria, l'aspetto.

tutto questo viene realizzato nella visita dermatologica, dove il medico realizza quella che volgarmente viene chiamata "Mappa dei Nei", ossia valuta tutti i Nei, ne analizza le caratteristiche e ne stabilisce la bontà o meno.

Vi sono però alcuni Nei, non facilmente ed univocamente identificabili. Vuoi per grandezza, per colori, per dimensioni che ad occhio nudo o con la lente non si riescono a dirimere.

Su questi Nei (e solo su questi "Sospetti") si può fare e si deve fare un esame di secondo livello, ossia l'Epiluminescenza o la Videodermatoscopia (sinonimi).

Quando fare la Videodermatoscopia ad Epiluminescenza?.

Quando il Dermatologo nota dei Nei Sospetti, o con caratteristiche da approfondire è indispensabile eliminare ogni dubbio con una Videodermatoscopia.

Questo esame è di facile esecuzione, non è doloroso, e consiste una semplice foto realizzata con un apparecchio ad alta risoluzione ed elevata Qualità (Meglio se HD), che ingigantisca le immagini (i moderni apparecchi arrivano ad oltre il Megapixel di risoluzione), utilizzando anche particolari filtri colorati per magnificare le immagini.

Si scattano delle Foto con delle macchinette dedicate, si analizzano le immagini e si stabilisce se quel Neo non ha più le caratteristiche di sospetto e quindi è benigno, oppure se mantiene o evidenzia delle anomalie, per cui deve essere eliminato ed analizzato in laboratorio (sospetto per Melanoma).

Quindi è inutile fare questo esame su tutti i Nei, come prevenzione primaria: il costo non ne giustifica l'utilità. Va effettuato solamente dopo una visita e sui nei sospetti.

Perchè fare la prevenzione?

Il Melanoma, ossia il tumore maligno dei Nei, è un tumore in rapida espansione e tra i più aggressivi e mortali,  recidivanti e metastatizzanti.

Le speranze di sopravvivenza risiedono tutte nella diagnosi precoce, che permette di limitare l'infiltrazione e la metastatizzazione (che avviene molto precocemente)

Nel nostro centro è disponibile una apparecchiatura di ultima generazione HD, con filtri dedicati e ad altissima risoluzione. Per la tua prevenzione puoi chiamare lo 0661560852. 

By AIRC 14 Dec, 2017
In questa nota, riportiamo le linee guida dell’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) in cui viene spiegato egregiamente come funziona il Pap-Test, esame troppo sottovalutato dalle donne, fin dalla giovane età, perchè in grado non solo di verificare patologie tumorali, ma anche infezioni da HPV.
Per il tuo esame prenota allo 0661560852!

Di che cosa si tratta?

Il Pap test è un test di screening, che si effettua cioè anche in donne sane, senza alcun segno di possibile malattia, per individuare precocemente tumori del collo dell’utero o alterazioni che col passare degli anni potrebbero diventarlo.

La sua introduzione ha contribuito significativamente alla riduzione della mortalità per tumore del collo dell'utero (anche detto della cervice uterina) per cui andrebbe eseguito regolarmente, ogni tre anni, da tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età.

L'esame si effettua nel corso di una normale visita ginecologica, durante la quale si applica lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l'apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. L'operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco rispettivamente dal collo dell'utero e dal canale cervicale. Su questo campione, in laboratorio, si cercheranno le cellule esfoliate dal tessuto, perché siano esaminate con appositi metodi di colorazione e un approfondito esame computerizzato.

È un esame che possono fare tutti?

Il Pap test andrebbe eseguito regolarmente, ogni tre anni, da tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età.

L'unica controindicazione all'esecuzione dell'esame è la presenza di flusso mestruale, per cui sarebbe bene fissare l'appuntamento ad almeno tre giorni dalla fine delle mestruazioni e una settimana prima di quando si prevede possa subentrare il ciclo successivo.
Se le mestruazioni dovessero arrivare nei giorni immediatamente precedenti o il giorno stesso della visita, occorre quindi rimandare l'esame.
La gravidanza, invece, non rappresenta una controindicazione all'indagine, anche se è bene informare chi esegue l'esame della propria condizione.

Ugualmente l'uso di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini del test.
Anche le donne in menopausa devono continuare a sottoporsi all'esame, almeno fino ai 65 anni di età, anche se non hanno più rapporti sessuali.

Le donne vergini, che non hanno mai avuto rapporti sessuali completi, possono comunque provare a eseguire l'esame. Il medico o l'ostetrica, opportunamente informati, utilizzeranno uno strumento apposito per dilatare l'apertura della vagina. A seconda delle caratteristiche anatomiche della donna, in questi casi potrebbe però essere difficile riuscire a prelevare dal collo dell'utero il campione di muco da esaminare. Il risultato quindi può non essere altrettanto affidabile.

Nonostante queste difficoltà, le donne adulte dovrebbero comunque sottoporsi all'indagine perché, sebbene il rischio di cancro al collo dell'utero sia molto basso in una donna vergine, esistono rare forme che si sviluppano indipendentemente dall'infezione da papilloma virus (HPV) trasmessa da un partner.

Occorre anche chiarire che, mentre è vero che i tumori della cervice uterina dipendono nella quasi totalità dei casi dall'infezione virale, la maggior parte delle infezioni da HPV invece si risolvono spontaneamente e, anche quando ciò non accade, non daranno necessariamente origine a un cancro.

È altrettanto importante sapere che la vaccinazione contro l'infezione da HPV non esonera dall'esecuzione dell'esame. La protezione infatti non assicura una copertura totale e si rivolge solo ai viruspiù diffusi, ma non ad a tutti i tipi di virus.

Le donne che in passato sono state sottoposte a isterectomia dovrebbero consultare il loro medico per sapere se devono continuare a effettuare lo screening o no. In genere si ritiene comunque opportuno ripetere l'esame se l'utero è stato asportato a causa di un tumore o di una forma pretumorale, mentre non occorre se è stato tolto per altre ragioni, per esempio a causa di emorragie abbondanti.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?
Nei due giorni prima di un Pap test, meglio evitare deodoranti intimi e prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo, a meno che siano stati prescritti dal medico, perché potrebbero eliminare o nascondere cellule anormali.
I risultati potrebbero venire alterati anche dai rapporti sessuali, da cui sarebbe meglio astenersi nei due giorni precedenti all'esame.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

L'esecuzione di un Pap test non è dolorosa, anche se per alcune può essere più fastidioso che per altre, in relazione alla sensibilità individuale e alla delicatezza di chi lo esegue. Cercando di rilassarsi e facendo respiri lenti e profondi si può ulteriormente ridurre il lieve disagio legato all'introduzione del dilatatore e al successivo prelievo. Dopo l'esame non si dovrebbe avvertire alcun disturbo. Nei giorni successivi all'indagine si possono verificare alcune piccole perdite di sangue: in caso di dubbio, comunque, è sempre meglio rivolgersi al medico.

L'esame comporta dei rischi immediati?

L'esecuzione del Pap test non comporta nessun rischio. Solo in caso di allergia al lattice è bene avvisare l'operatore, che si comporterà di conseguenza nella scelta dei guanti.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?

Dopo l'esecuzione del Pap test si può riprendere subito la propria vita normale, senza nessun tipo di limitazione, anche in termini di igiene e attività sessuale.
By AIRC 14 Dec, 2017

Se fosse l'efficacia diagnostica l'unico parametro da considerare nell'adozione di un esame all'interno di un percorso di screening, la  colonscopia  sarebbe il test ideale nella diagnosi precoce del tumore del colon-retto: consente di rilevare quasi la totalità dei  polipi  ed eventualmente di rimuoverli. Inoltre è pratica perché può essere effettuata una volta sola nella vita.

Tuttavia non è così. 

La scelta di un'indagine da impiegare in un contesto di screening è sempre il frutto della valutazione del rapporto tra benefici e costi. E se la Colonscopia ha altissimi benefici, altrettanto alti sono i costi, sia per il paziente, sia per il servizio sanitario.

Innanzitutto, a causa della sua invasività, la colonscopia è un test difficilmente accettabile da una popolazione fino a prova contraria sana: comporta disagi legati alla sua preparazione e alle modalità di esecuzione. Inoltre, seppur rari e per lo più ridotti, non è esente da rischi. 

Infine, il tempo di esecuzione del test (e di conseguenza il numero di specialisti da dedicare) lo rendono un esame costoso dal punto di vista economico. Per tutte queste ragioni, a oggi, la Colonscopia non è impiegata all'interno di programmi organizzati di screening. 

Tuttavia, si sta esplorando la possibilità dell'impiego della colonscopia virtuale, vale a dire una TC in grado di fornire una visualizzazione tridimensionale della parete interna dell'intestino.

La  colonscopia virtuale promette dei vantaggi sia rispetto al test del sangue occulto nelle feci, dal momento che è molto più accurata e consentirebbe di anticipare la diagnosi, sia rispetto a colonscopia e rettoscopia: è infatti meno invasiva e quindi potrebbe essere meglio accettata dalla popolazione.

Tuttavia, la reale efficacia dell'esame è ancora poco conosciuta (per esempio non è chiara la sua capacità di rilevare i polipi più piccoli) e non manca di limiti: la  colonscopia virtuale, a differenza di quella tradizionale, utilizza radiazioni ionizzanti e una volta identificato un polipo non consente di eliminarlo. Per farlo è necessario ricorrere all'esame tradizionale con un aumento dei disagi per l'utente (che si sottopone a una doppia preparazione) e di costi.

Per fugare questi dubbi sono attualmente in corso diversi studi i cui risultati sono attesi nei prossimi anni.


Nel nostro centro puoi fare tutti gli esami di Screening e Diagnostici per la prevenzione del Colon:

- Sangue Occulto nelle Feci

- Calprotectina Fecale (Marcatore di Infiammazione Intestinale)

- Colonscopia Ottica Tradizionale

- Colonscopia Virtuale

Chiamaci allo 0661560852

By AIRC 14 Dec, 2017

L' esame del sangue occulto nelle feci consiste nella ricerca, compiuta attraverso metodologie diverse, di tracce di sangue non visibili a occhio nudo in un piccolo campione di feci. Queste tracce possono essere dovute al sanguinamento di un polipo.

In media, per ogni 100 persone che fanno l'esame, cinque risultano positive. Non tutte, però, avranno polipi: le tracce di sangue possono essere dovute per esempio a emorroidi o a piccole lesioni dovute alla stitichezza. Inoltre l'esame non sempre è in grado di rilevare la presenza di un polipo: può infatti capitare che un polipo o una lesione tumorale siano presenti ma non sanguinino il giorno dell'esame. Per questo è importante ripetere lo screening alla periodicità consigliata.

Nonostante i limiti, la ricerca del sangue occulto nelle feci è un ottimo esame di screening. Le tecniche di analisi più recenti, inoltre, hanno consentito di migliorarne ulteriormente l'efficacia e di ridurre i disagi per il paziente. Oltre ad avere una maggiore capacità diagnostica, infatti, i nuovi test consentono di raccogliere un unico campione di feci (e non tre, come avveniva fino a qualche anno fa), senza la necessità di osservare restrizioni alimentari.

Chi lo deve fare e quando?

La ricerca del sangue occulto nelle feci (in sigla SOF) viene consigliata dal Ministero della Salute  ogni due anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni.

Che cosa succede se è positivo?

Se questo esame rileva la presenza di sangue occulto, il protocollo degli screening invita a sottoporsi a una colonscopia. 

Questo esame, che consiste nella visualizzazione dell'intestino tramite un sottile tubo dotato di telecamera, è in grado di confermare o escludere la presenza di polipi. Nel primo caso, consente di rimuoverli nella stessa seduta.


Solitamente la valutazione del sangue Occulto si effettua su 3 campioni di feci prelevate in 3 giorni differenti per aumentare la sensibilità della metodica.

Per il tuo esame chiamaci allo 0661560852


By AIRC 14 Dec, 2017

Screening per il tumore del colon-retto

Il cancro del colon-retto è il tumore più diffuso in Italia, nel totale tra uomini e donne. Considerando separatamente i due sessi è il secondo più comune nelle donne e il terzo negli uomini.

Ha origine quasi sempre da  polipi adenomatosi , tumori benigni dovuti al proliferare delle cellule della mucosa intestinale, che impiegano mediamente tra i 7 e i 15 anni per trasformarsi in forme maligne.

È in questa finestra temporale che lo screening consente di fare una diagnosi precoce ed eliminare i polipi prima che abbiano acquisito caratteristiche pericolose.

I polipi, infatti, possiedono due proprietà che li rendono facili da individuare: tendono a sanguinare e sporgono dalla mucosa per cui sono visibili sulla sua superficie.

Per questa ragione i test di screening attualmente in uso sono:

  • la  ricerca del sangue occulto nelle feci
  • la  rettosigmoidoscopia

La  colonscopia vera e propria in Italia è consigliata soltanto in una seconda fase, se la ricerca del sangue occulto nelle feci ha dato esito positivo.

Anche per la cosiddetta  colonscopia virtuale non ci sono attualmente prove che sia superiore ai test attualmente in uso per i  programmi di screening .

La ricerca del sangue occulto nelle feci

La rettosigmoidoscopia

La colonscopia e la colonscopia virtuale


Per i tuoi Check-up Chiamaci allo 0661560852

By Staff 14 Dec, 2017

La Calprotectina fecale è un prodotto "di scarto" del nostro colon, in quantità maggiore laddove c'è un infiammazione importante.

Il test della calprotectina fecale è in grado di distinguere, nei pazienti con disturbi intestinali, quelli che soffrono di una patologia organica (malattie infiammatorie croniche intestinali) da quelli che soffrono di una malattia funzionale (sindrome dell'intestino irritabile), permettendo inoltre di seguire il decorso della malattia nei pazienti affetti da queste patologie.

Con il test della calprotectina fecale è possibile valutare lo stato infiammatorio della mucosa intestinale senza ricorrere a endoscopie. 

L'esame presenta una specificità e una sensibilità del 93%; è' stato altresì accertato che il livello di calprotectina fecale presente nell’organismo è correlato in maniera significativa con lo stato di attività della malattia nei soggetti affetti da colite ulcerosa e Morbo di Chron; l'esame può essere quindi utilizzato nella prevenzione delle ricadute cliniche connesse a dette patologie. 

La capacità di questo test è inoltre quella di poter inviare ad ulteriori esami diagnostici solo i soggetti che risultano positivi alla calprotectina fecale


Per il tuo test chiamaci allo 0661560852

By ERMANNO LOMBARDO 07 Dec, 2017
Da oggi puoi effettuare il tuo test per la Disbiosi anche da noi con un semplice esame delle urine!

Il Disbiosi test è un semplice esame di laboratorio che si effettua su un campione di urine.

Chi lo dovrebbe fare?

La disbiosi intestinale si può manifestare con un ampio ventaglio di sintomi.
Ti consigliamo questo test se hai riscontrato:

  • Cattiva digestione  con conseguenti alterazioni del transito intestinale (stitichezza o diarree frequenti, meteorismo, colon irritabile, irregolarità intestinale);
  • Senso di gonfiore  e tensione addominale , con dolore, flatulenza, indisposizione e malessere generale;
  • Alitosi  e difficoltà digestive;
  • Aumentata suscettibilità alle infezioni  dovuta ad una diminuzione delle difese immunitarie;
  • Aumentata probabilità di micosi nell’intestino  (candidosi), di vaginiti  e cistiti  nella donna;
  • Disturbi di carattere generale : nervosismo, ansia, disturbi del sonno, stanchezza, astenia e cambiamenti dell’umore.

Ti consigliamo inoltre di fare questo test:

  • Prima di iniziare un trattamento a base di fermenti lattici, per scegliere il probiotico e il prebiotico più adatto sulla base del risultato del test;
  • Dopo un trattamentoa base di fermenti lattici, per valutare la buona riuscita del trattamento.
Tale esame consiste nella quantizzazione di due sostanze presenti nelle urine: lo scatolo e l’indicano.

Queste molecole, che normalmente sono presenti nelle urine dei soggetti eubiotici (cioè sani) in tracce (4 -20 mg), risultano aumentate in caso di disbiosi.

Infatti quando i due valori dell’indicano e dello scatolo sono nella norma, allora vuol dire che il soggetto è eubiotico, cioè la sua flora batterica intestinale è in buona salute.

Il disbiosi test ci dà anche alcune indicazioni sul tratto dell’intestino che soffre maggiormente di uno squilibrio della flora batterica: se è alterato il valore dell’indicano, è l’intestino tenue ad essere più sofferente: in questo caso è consigliabile una supplementazione con un probiotico contenente un ceppo batterico colonizzante soprattutto il tenue come il lactobacillus acidophilus.

Se invece è lo scatolo ad essere aumentato, il problema è soprattutto a carico dell’intestino crasso, in particolar modo del colon: quindi sarà preferibile una supplementazione con un probiotico che contenga un ceppo batterico colonizzante il colon, come per esempio il bifidobacter bifidus.

Se risultano alti entrambi i valori, allora vuol dire che il dismicrobismo riguarda sia l’intestino tenue che crasso: in tal caso si opterà per un probiotico ad ampio spettro, che contenga per esempio sia acidophilus che bifidus.

La terapia probiotica dura di solito tre mesi, a seconda della gravità della disbiosi.

Alla fine della terapia è consigliabile effettuare un disbiosi test di controllo, per essere sicuri della normalizzazione dei valori di indicano e scatolo.

Info e prenotazioni 0661560852!
By ERMANNO LOMBARDO 05 Dec, 2017
La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una patologia causata dal reflusso del contenuto acido dello stomaco nell’esofago, il tubo anatomico che conduce i cibi ingeriti dal cavo orale allo stomaco.

Ciò causa infiammazione esofagea e sintomi, tra i quali il principale e più tipico è la pirosi, ovvero bruciore restrosternale con acidità che risale fino al cavo orale. Questa patologia è molto diffusa: il 5% della popolazione lamenta un evento di pirosi settimanale, eventi più rari, mensili o più sporadici, sono lamentati da percentuali molto più alte di popolazione.

CAUSE

Le cause di MRGE sono soprattutto determinate da un ricorrente malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore. Questo apparato, posto al passaggio fra mucosa esofagea e gastrica, impedisce la risalita del contenuto acido dallo stomaco verso l’esofago. Il malfunzionamento del passaggio esofago-gastrico può essere causato inoltre da ernia iatale, ovvero la risalita di una porzione dello stomaco dall’addome al torace attraverso il foro esofageo situato nel muscolo diaframma. Vi sono inoltre altri fattori che favoriscono la MRGE: il fumo di sigaretta, comportamenti dietetici errati ed eccesso di peso.

SINTOMI

I sintomi causati dalla MRGE si distinguono tra tipici ed atipici.
Le manifestazioni cliniche più tipiche sono rappresentate da: • Pirosi, il sintomo più diffuso e più riconosciuto • Dolore retrosternale • Asma • Raucedine
I sintomi atipici, invece, sono rappresentati da: • Disfagia • Odinofagia • Ipersalivazione • Carie dentarie • Disturbi del sonno

PEP TEST

La diagnosi si esegue con gastroscopia e/o rilevando la PHmetria esofagea con un sondino posizionato per 24 ore. Per effettuare in maniera veloce e semplice la diagnosi di MRGE, con metodo non invasivo, è stato sviluppato un nuovo test diagnostico di facile attuazione: il Pep Test .

Si tratta di un’analisi rapida, innovativa e non invasiva capace di rilevare la pepsina nel liquido salivare. La pepsina è un enzima prodotto dalla mucosa gastrica. L’esame viene eseguito sulla saliva prelevata con un apposito kit, che consente di determinarne i livelli e di dare indicazioni diagnostiche sulla diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo.

Istruzioni per la raccolta del materiale salivare per il pep test

Mantenere il contenitore per il prelievo salivare ( ritirabile presso il nostro poliambulatorio ) a temperatura ambiente fino al momento della raccolta.
Raccogliere la saliva al mattino appena svegli secondo le seguenti raccomandazioni:
  • Non lavarsi i denti;
  • Non fare colazione;
  • Non assumere farmaci;
  • Non fumare;
  • Non bere caffè e/o sostanze gasate;
  • Raccogliere la saliva in quantità adeguata (2/3 cc) nell’apposito contenitore e agitare delicatamente con il liquido di conservazione;
  • Mantenere il contenitore a temperatura ambiente fino alla consegna.
Il materiale salivare può essere raccolto nei seguenti casi:
  • Quando si ha un rigurgito (notturno o giornaliero)
  • Al mattino prima di fare colazione
By ERMANNO LOMBARDO 04 Dec, 2017
Perché il naso può essere sempre chiuso?

Ci si rende effettivamente conto di quanto sia prezioso respirare bene col naso solo quando si ha difficoltà nel farlo
Il raffreddore è sicuramente una delle malattie più comuni, caratterizzato da fastidiosa ostruzione nasale, che ci costringe a respirare con la bocca aperta, con rischio anche di maggiori infezioni del cavo oro faringeo e dei polmoni.
Esistono molte malattie che provocano la riduzione di aria attraverso il naso: rinite allergica, sinusite cronica, rinite da fumo di sigaretta, deviazione del setto, polipi ed ingrossamento delle mucose nasali.

Quest’ultima condizione si localizza soprattutto ai turbinati inferiori, gli autentici “climatizzatori” del naso, e costringe non di rado all’utilizzo cronico di spray nasali decongestionanti per poter dormire, con l’effetto di sviluppare dipendenza psicologica e fisica verso questi farmaci.

L’ipertrofia dei Turbinati

I turbinati nasali sono strutture ossee molto piccole rivestite di mucosa riccamente vascolarizzata, collocati nelle fosse nasali, lateralmente. Normalmente sono presenti 3 turbinati per fossa nasale: inferiore, medio e superiore; in alcuni ne può esistere un quarto, il supremo, o variazioni anatomiche come le Conche Bullose. I turbinati hanno la funzione di riscaldare, umidificare e filtrare l’aria che respiriamo, per rendere ideali gli scambi fra polmone e sangue.

Perchè i turbinati si “gonfiano” e diventano ipertrofici?

Sono maggiormente le persone affette da allergie stagionali (graminacee ed altri pollini) e perenni (polvere, pelo di cane e gatto, muffe) a presentare un enorme rigonfiamento dei turbinati. Allo stesso modo, l’ipertrofia delle mucose nasali, è tipica dei fumatori, i quali sviluppano nel tempo la cosiddetta rinite cronica ipertrofica.

Negli individui in cui la patologia dei turbinati non riconosca cause documentabili si parla di rinite vasomotoria (caratteristico il peggioramento dell’ostruzione nasale da sdraiati, che “migra” da una fossa nasale all’altra). Le nuove terapie mediche antiallergiche (vaccini domiciliari di ultima generazione) associate all’intervento di decongestione dei turbinati nasali consentono ai pazienti allergici di godere di buona respirazione nasale per lunghi periodi. In tal modo è possibile ridurre l’assunzione cronica di farmaci antistaminici, abolendo comunque i fastidiosi sintomi allergici (starnuti, secrezioni acquose, prurito nasale).

Cosa si rischia ad avere il naso chiuso?

Il muco che si accumula nelle cavità del massiccio facciale può provocare diverse sintomatologie e fastidi:

– Insorgenza di sinusite cronica
– Frequenti raffreddori
– Diminuzione ed alterazioni dell’olfatto
– Crostosità e sanguinamenti nasali
– Frequenti otiti
– Insorgenza di asma bronchiale
– Comparsa di russamento ed apnee del sonno
– Mal di testa ricorrente
– Maggiore faticabilità e “fiato corto”turbinati

Come funziona l’intervento di decongestione con le Radiofrequenze

Il micromanipolo a Radiofrequenze effettua la decongestione dei turbinati in modo preciso e al di sotto della superficie mucosa, che rimane intatta.

Lo stesso intervento può essere effettuato con un elettrocoagulatore bipolare, con minime differenze nella prognosi, nella gestione del post intervento e nelle tecniche operatorie.
Mentre la deviazione del setto nasale necessita di intervento correttivo in anestesia generale, la riduzione volumetrica dei turbinati inferiori è eseguibile anche in ambulatorio, grazie all’utilizzo della tecnologia a Radiofrequenza.
Si utilizza una anestesia locale, ma per i più timidi si può realizzare una sedazione cosciente o una completa anestesia, lo specialista otorinolaringoiatra decongestiona le mucose esuberanti mediante lo strumento, attraverso onde elettromagnetiche erogate ad elevata frequenza o elettrobisturi.

In tal modo le cellule si “vaporizzano”, sgonfiando i turbinati, senza fuoriuscita di sangue, senza formazione di croste, senza necessità di applicare tamponi nel naso e, ciò che più conta, senza dolore. I risultati della decongestione dei turbinati si sono rivelati soddisfacenti e durevoli nel tempo.

Cosa succede dopo?

L’intervento di Decongestione, lasciato a se stesso, potrebbe non risultare del tutto risolutivo della problematica: il soggetto allergico che non si cura, il fumatore che non diminuisce, l’Ostruzione notturna che non viene trattata nella sua complessità anche con altri interventi medici e farmacologici, o patologie associate che non vengono affrontate o in qualche modo rimosse, può avere una recidiva del “rigonfiamento”, dell’ipertrofia.

A tal proposito il vantaggio dell’intervento con Radiofrequenze o elettrobisturi è che è possibile eseguirlo tutte le volte che si vuole, non ha un costo esorbitante e può essere inserito in un percorso di miglioramento e cura, che deve essere gestito dall’Otorino ma anche dagli altri professionisti della medicina (Allergologo, Pneumologo, Medici del Sonno ecc ecc).

Il rischio altrimenti è quello di essersi sottoposti ad un bellissimo intervento, molto riuscito, ma, dopo un anno, ritrovarsi nelle stesse condizioni precedenti, magari dando la colpa allo specialista che ha fatto l’intervento, accusandolo di averlo sbagliato.

Proprio per questo abbiamo realizzato un Equipe di Medici specialisti, specializzate nelel diverse branche coinvolte nell’ipertrofia dei turbinati (Otorini, Pneumologi, Allergologi) per riuscire a CURARE il paziente.
In questo contesto l’interventi di riduzione dei turbinati diventa il primo, ma non l’unico, passo verso la guarigione, seppur il più evidente, e percentualmente il più importante.

Per la tua decongestione chiamaci!
By ERMANNO LOMBARDO 25 Oct, 2017
I plantari non sono una specie di impronta del piede, ma un sistema per correggere la postura e i principali difetti anatomici e funzionali del piede; hanno un ruolo assai importante nell'alluce valgo.

Essi devono sempre essere personalizzati per il singolo piede e per il singolo problema; non hanno significato se fatti in serie.

Nell'insorgenza e nell'evoluzione dell'alluce valgo si dà una notevole importanza ai difetti funzionali del piede e in particolare alla "pronazione", vale a dire alla tendenza del piede a crollare internamente in modo simile a quanto avviene per il piede piatto.

 Plantari posturali che compensino tale difetto possono rallentare l'evoluzione della deformità senza tuttavia mai fermarla.

I tutori di materiali vari da applicare di notte al piede o i "plantari miracolosi" che guariscono l'alluce valgo senza intervento, largamente reclamizzati nel web, sono purtroppo notizie infondate; altrimenti, scomparirebbe in pochi mesi la chirurgia dell'alluce valgo.

L'alluce valgo presenta inoltre, con notevole frequenza, l'associazione con altri problemi del piede, prima fra tutte la metatarsalgia da sovraccarico di uno o più metatarsi (ossa della pianta), facilmente individuabile per la presenza di una vistosa callosità sotto la parte centrale e anteriore della pianta del piede.

Anche in questo caso i plantari possono riequilibrare la distribuzione dei carichi fra le ossa del piede, sia in assenza d'intervento se il caso non è grave, sia dopo un intervento chirurgico come completamento dell'operazione.
By ERMANNO LOMBARDO 10 Oct, 2017
L’allergologia è la branca della Medicina che studia le reazioni avverse del sistema immunitario ad alcuni elementi, definiti allergeni.

Queste risposte, normalmente sono consone al tipo di allergene, ma in alcuni soggetti, quelli Allergici, queste risposte sono esuberanti e producono più danni che protezioni.

Possono consistere in:
- bolle,
- pomfi,
- tosse,
- starnuti,
- lacrimazioni,
- pruriti,
- rigonfiamenti di derma,
- gonfiori addominali,
- shock.

Il Medico che si occupa di studiare le reazioni allergiche è l’Allergologo.

A seguito di un approfondita indagine conoscitiva, con il paziente si stabilisce un iter diagnostico che può coinvolgere i Prick test (maggiormente per alimenti ed inalanti), che consistono in micropunturine che daranno una risposta allergometrica quasi immediata (30 minuti); ma anche con i Patch test, cerotto da applicare sulla schiena contenenti prevalentemente metalli (ma anche altri elementi, ne esistono batterie per qualsiasi allergia), le cui risposte si leggono tra le 48 e le 72 ore.

Poi ci sono i test di intolleranza agli zuccheri, Lattosio, Lattulosio, Glucosio, Fruttosio ecc ecc.

Le allergie più diffuse sono quelle ai peli degli animali domestici (cani e gatti), ma anche alla polvere (Acari), agli inalanti respiratori (piante e fiori) ed al Lattice e Nickel (Guanti, braccioli, bigiotteria, confezioni varie).

In ultimo, in alcuni casi, è possibile effettuare degli esami del sangue.

Qui di seguito un Link sugli elementi allergeni per i quali si può effettuare un esame STANDARD di Patch test

https://drive.google.com/open?id=0B...

Per il resto puoi prenota una Visita Allergologica dalla nostra Allergologa allo 0661560852!
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