Sei a rischio di Malattia della Tiroide?

  • By ERMANNO LOMBARDO
  • 04 Oct, 2017

Scoprilo con il Questionario!

La Tiroide è una piccola ghiandola, collocata nel collo, che produce diversi ormoni molto importanti per il funzionamento di tutto il corpo, influenzando tantissime funzioni. Per questo la sintomatologia è, alle volte, molto sfumata e subdola.


La Società Italiana di Endocrinologia ha elaborato un questionario di auto-valutazione per capire quanto si è a rischio di malattie della Tiroide.

Se si risponde di SI ad almeno due domande, è prudente effettuare una visita specialistica di controllo.


Questionario di autovalutazione rischio malattie tiroidee elaborato dalla Società Italiana di Endocrinologia:

se rispondi “Si” ad almeno 2 domande è consigliabile eseguire un controllo endocrinologico

  1. Ci sono casi di patologie alla tiroide nella tua famiglia?
  2. Sei incinta?
  3. Hai partorito da meno di un anno o hai avuto un aborto?
  4. Ti senti spesso molto stanco/a e debole senza apparente motivo?
  5. Avverti irregolarità dei battiti del cuore?
  6. Ti senti spesso nervoso/a o irritabile?
  7. Ti sembra di essere più sensibile degli altri al caldo o al freddo?
  8. Hai gli occhi sporgenti?
  9. Ti sembra di essere aumentato/a o diminuito/a di peso senza apparenti cause?
  10. Hai avuto un tumore al seno e/o tumore all’ovaio
  11. Hai malattie autoimmuni?
  12. Sei diabetico?
  13. Usi farmaci con effetti sul sistema nervoso centrale?
  14. Hai controllato la tiroide negli ultimi 3 anni?

Se hai risposto sì almeno a due domande è opportuno che tu faccia un controllo endocrinologico perché:

ci sono fattori che incidono negativamente sul funzionamento della tua Tiroide

ETA’: Le patologie tiroidee sono più frequenti in età avanzata ma il picco di incidenza per patologia nodulare e carcinoma della tiroide è tra i 40-50 e dopo i 70.

SESSO: la patologia tiroidea è 8 volte più frequente nella donna piuttosto che nell’uomo ma la diagnosi di un nodulo tiroideo in un uomo è più probabilmente di natura maligna.

REGIONE: la carenza di iodio e l’esposizione a sostanze radioattive naturali tipiche di alcune aree geografiche in Italia tra cui il Lazio espone ad un maggior rischio di malattia tiroidea.

  1. La familiarità per malattie tiroidee predice un rischio aumentato per le generazioni successive.
  2. La gravidanza è un momento particolare in cui alcune patologie tiroidee da insufficienza iodica o autoimmuni possono slatentizzarsi o manifestarsi con un ipotiroidismo fatale per il neonato e che può essere causa di poliabortività o infertilità nella donna.
  3. Nel primo anno dal parto è possibile avere una forma di infiammazione della tiroide definita tiroidite post-partum spesso responsabile di depressione e forte stanchezza. Anche l’aborto recente oltre ad essere un possibile sintomo di malattia tiroidea può essere uno stimolo allo sviluppo di patologia tiroidea su base autoimmunitaria.

4-9.Stanchezza, nervosismo, irritabilità, palpitazioni, tachicardia, variazioni di peso, freddo o caldo eccessivi occhi sporgenti, perdita di capelli o unghie fragili sono tutti segni di patologie tiroidee sia di iperfunzione che di ipofunzione.

10. Il tumore del seno e dell’ovaio sono stati associati ad alterazioni tiroidee e maggior rischio di tumore della tiroide.

11.Tra le malattie autoimmuni la più comune è la tiroidite autoimmune che si associa nella grande maggior parte dei casi a: celiachia, psoriasi, diabete di tipo 1, Vitiligine, Alopecia.

12-13. Le terapie orali utilizzate nel diabete di tipo 2 e l’utilizzo di alcuni farmaci attivi sul sistema nervoso centrale possono alterare la funzione tiroidea

15. In assenza di sintomi e in caso di familiarità per patologia tiroidea è bene effettuare controlli periodici ogni 3 anni o prima se intervengono altri fattori di rischio conosciti.


By ERMANNO LOMBARDO 10 Oct, 2017
L’allergologia è la branca della Medicina che studia le reazioni avverse del sistema immunitario ad alcuni elementi, definiti allergeni.

Queste risposte, normalmente sono consone al tipo di allergene, ma in alcuni soggetti, quelli Allergici, queste risposte sono esuberanti e producono più danni che protezioni.

Possono consistere in:
- bolle,
- pomfi,
- tosse,
- starnuti,
- lacrimazioni,
- pruriti,
- rigonfiamenti di derma,
- gonfiori addominali,
- shock.

Il Medico che si occupa di studiare le reazioni allergiche è l’Allergologo.

A seguito di un approfondita indagine conoscitiva, con il paziente si stabilisce un iter diagnostico che può coinvolgere i Prick test (maggiormente per alimenti ed inalanti), che consistono in micropunturine che daranno una risposta allergometrica quasi immediata (30 minuti); ma anche con i Patch test, cerotto da applicare sulla schiena contenenti prevalentemente metalli (ma anche altri elementi, ne esistono batterie per qualsiasi allergia), le cui risposte si leggono tra le 48 e le 72 ore.

Poi ci sono i test di intolleranza agli zuccheri, Lattosio, Lattulosio, Glucosio, Fruttosio ecc ecc.

Le allergie più diffuse sono quelle ai peli degli animali domestici (cani e gatti), ma anche alla polvere (Acari), agli inalanti respiratori (piante e fiori) ed al Lattice e Nickel (Guanti, braccioli, bigiotteria, confezioni varie).

In ultimo, in alcuni casi, è possibile effettuare degli esami del sangue.

Qui di seguito un Link sugli elementi allergeni per i quali si può effettuare un esame STANDARD di Patch test

https://drive.google.com/open?id=0B...

Per il resto puoi prenota una Visita Allergologica dalla nostra Allergologa allo 0661560852!
By ERMANNO LOMBARDO 04 Oct, 2017

La Tiroide è una piccola ghiandola, collocata nel collo, che produce diversi ormoni molto importanti per il funzionamento di tutto il corpo, influenzando tantissime funzioni. Per questo la sintomatologia è, alle volte, molto sfumata e subdola.


La Società Italiana di Endocrinologia ha elaborato un questionario di auto-valutazione per capire quanto si è a rischio di malattie della Tiroide.

Se si risponde di SI ad almeno due domande, è prudente effettuare una visita specialistica di controllo.


Questionario di autovalutazione rischio malattie tiroidee elaborato dalla Società Italiana di Endocrinologia:

se rispondi “Si” ad almeno 2 domande è consigliabile eseguire un controllo endocrinologico

  1. Ci sono casi di patologie alla tiroide nella tua famiglia?
  2. Sei incinta?
  3. Hai partorito da meno di un anno o hai avuto un aborto?
  4. Ti senti spesso molto stanco/a e debole senza apparente motivo?
  5. Avverti irregolarità dei battiti del cuore?
  6. Ti senti spesso nervoso/a o irritabile?
  7. Ti sembra di essere più sensibile degli altri al caldo o al freddo?
  8. Hai gli occhi sporgenti?
  9. Ti sembra di essere aumentato/a o diminuito/a di peso senza apparenti cause?
  10. Hai avuto un tumore al seno e/o tumore all’ovaio
  11. Hai malattie autoimmuni?
  12. Sei diabetico?
  13. Usi farmaci con effetti sul sistema nervoso centrale?
  14. Hai controllato la tiroide negli ultimi 3 anni?

Se hai risposto sì almeno a due domande è opportuno che tu faccia un controllo endocrinologico perché:

ci sono fattori che incidono negativamente sul funzionamento della tua Tiroide

ETA’: Le patologie tiroidee sono più frequenti in età avanzata ma il picco di incidenza per patologia nodulare e carcinoma della tiroide è tra i 40-50 e dopo i 70.

SESSO: la patologia tiroidea è 8 volte più frequente nella donna piuttosto che nell’uomo ma la diagnosi di un nodulo tiroideo in un uomo è più probabilmente di natura maligna.

REGIONE: la carenza di iodio e l’esposizione a sostanze radioattive naturali tipiche di alcune aree geografiche in Italia tra cui il Lazio espone ad un maggior rischio di malattia tiroidea.

  1. La familiarità per malattie tiroidee predice un rischio aumentato per le generazioni successive.
  2. La gravidanza è un momento particolare in cui alcune patologie tiroidee da insufficienza iodica o autoimmuni possono slatentizzarsi o manifestarsi con un ipotiroidismo fatale per il neonato e che può essere causa di poliabortività o infertilità nella donna.
  3. Nel primo anno dal parto è possibile avere una forma di infiammazione della tiroide definita tiroidite post-partum spesso responsabile di depressione e forte stanchezza. Anche l’aborto recente oltre ad essere un possibile sintomo di malattia tiroidea può essere uno stimolo allo sviluppo di patologia tiroidea su base autoimmunitaria.

4-9.Stanchezza, nervosismo, irritabilità, palpitazioni, tachicardia, variazioni di peso, freddo o caldo eccessivi occhi sporgenti, perdita di capelli o unghie fragili sono tutti segni di patologie tiroidee sia di iperfunzione che di ipofunzione.

10. Il tumore del seno e dell’ovaio sono stati associati ad alterazioni tiroidee e maggior rischio di tumore della tiroide.

11.Tra le malattie autoimmuni la più comune è la tiroidite autoimmune che si associa nella grande maggior parte dei casi a: celiachia, psoriasi, diabete di tipo 1, Vitiligine, Alopecia.

12-13. Le terapie orali utilizzate nel diabete di tipo 2 e l’utilizzo di alcuni farmaci attivi sul sistema nervoso centrale possono alterare la funzione tiroidea

15. In assenza di sintomi e in caso di familiarità per patologia tiroidea è bene effettuare controlli periodici ogni 3 anni o prima se intervengono altri fattori di rischio conosciti.


By ERMANNO LOMBARDO 06 Sep, 2017
Tutti abbiamo dei Nei.

E tutti dovremmo tenerli sott'occhio, preoccuparcene, conoscerli e valutarli.
Lo specialista che si occupa del controllo dei Nei è il Dermatologo.

Quando fare una visita?

I Nei sono dei piccoli "tumori benigni" della pelle, in particolare delle cellule melanocitarie (quelle che ci fanno abbronzare l'estate). Ne esistono di molti tipi e molti colori. Comunemente sono marroni ed hanno una forma simmetrica, crescono fino ai 20-25 anni, spesso sono congeniti o si formano nei primi anni.

Queste sono tutte caratteristiche di benignità.

Tutti dovremmo controllare almeno una volta nella vita i nostri Nei, preferibilmente al termine del processo di formazione, quindi attorno ai 30 anni, per valutarne la quantità, le dimensioni, i colori, la simmetria, l'aspetto.

tutto questo viene realizzato nella visita dermatologica, dove il medico realizza quella che volgarmente viene chiamata "Mappa dei Nei", ossia valuta tutti i Nei, ne analizza le caratteristiche e ne stabilisce la bontà o meno.

Vi sono però alcuni Nei, non facilmente ed univocamente identificabili. Vuoi per grandezza, per colori, per dimensioni che ad occhio nudo o con la lente non si riescono a dirimere.

Su questi Nei (e solo su questi "Sospetti") si può fare e si deve fare un esame di secondo livello, ossia l'Epiluminescenza o la Videodermatoscopia (sinonimi).

Quando fare la Videodermatoscopia ad Epiluminescenza?.

Quando il Dermatologo nota dei Nei Sospetti, o con caratteristiche da approfondire è indispensabile eliminare ogni dubbio con una Videodermatoscopia.

Questo esame è di facile esecuzione, non è doloroso, e consiste una semplice foto realizzata con un apparecchio ad alta risoluzione ed elevata Qualità (Meglio se HD), che ingigantisca le immagini (i moderni apparecchi arrivano ad oltre il Megapixel di risoluzione), utilizzando anche particolari filtri colorati per magnificare le immagini.

Si scattano delle Foto con delle macchinette dedicate, si analizzano le immagini e si stabilisce se quel Neo non ha più le caratteristiche di sospetto e quindi è benigno, oppure se mantiene o evidenzia delle anomalie, per cui deve essere eliminato ed analizzato in laboratorio (sospetto per Melanoma).

Quindi è inutile fare questo esame su tutti i Nei, come prevenzione primaria: il costo non ne giustifica l'utilità. Va effettuato solamente dopo una visita e sui nei sospetti.

Perchè fare la prevenzione?

Il Melanoma, ossia il tumore maligno dei Nei, è un tumore in rapida espansione e tra i più aggressivi e mortali,  recidivanti e metastatizzanti.

Le speranze di sopravvivenza risiedono tutte nella diagnosi precoce, che permette di limitare l'infiltrazione e la metastatizzazione (che avviene molto precocemente)

Nel nostro centro è disponibile una apparecchiatura di ultima generazione HD, con filtri dedicati e ad altissima risoluzione. Per la tua prevenzione puoi chiamare lo 0661560852. 

By ERMANNO LOMBARDO 22 Jun, 2017
Come si proteggono gli occhi dal sole?
Ce lo spiega Gemma Picarone, la nostra ortottista.

In estate è bellissimo guardare il Tramonto o ammirare l'alba. Tuttavia l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti del sole, in assenza di adeguata protezione, è alquanto dannosa a livello oculare così come lo è per la pelle.

Uno dei problemi più comuni è legato all’esposizione solare, in spiaggia o piste da sci, che può causare cheratocongiuntivite attinica, un’infiammazione acuta che colpisce sia la congiuntiva che la cornea, con sintomi quali lacrimazione, dolore, gonfiore alle palpebre, sensazione di sabbia negli occhi, vista annebbiata o ridotta.

È dunque sempre fondamentale proteggere gli occhi indossando occhiali scuri dotati di filtri solari, meglio se avvolgenti che proteggono gli occhi dai raggi nocivi provenienti anche lateralmente.

Bisogna ricorrere a tali protezioni in tutte le situazioni in cui ci sia una forte esposizione ai raggi ultravioletti (mare, montagna o lampade abbronzanti).

Qualora compaiano fastidi quali bruciore, rossore e fotofobia (intolleranza alla luce), visione velata, macchie scure sulla parte bianca del bulbo (simili a nei), è consigliabile recarsi dall’oculista che, una volta formulata l’esatta diagnosi, prescriverà la terapia idonea.

Un grave danno inoltre, se si fissa troppo a lungo il sole, e' la "maculopatia fototraumatica": purtroppo si tratta di un danno che può essere irrimediabile poiché, a causa dei raggi ultravioletti non filtrati, può generare una cicatrice sulla retina nella zona maculare (area centrale della retina deputata alla visione dei volti, alla lettura, alla guida, ecc.).

Le conseguenze possono essere anche molto gravi, con perdita temporanea o permanente della visione centrale (ad esempio una macchia al centro del campo visivo perché la retina è stata danneggiata). Non sono possibili terapie specifiche che permettano di recuperare il danno. Pertanto una raccomandazione fondamentale ed ovvia è quella di non guardare mai direttamente il sole.

Nel caso in cui lo si voglia osservare – ad esempio quando si verifica un'eclissi solare – è necessario fare uso di filtri speciali (non bastano assolutamente quelli degli occhiali scuri, ma bisogna avere filtri specifici per la visione del sole in uso agli astrofili).
By ERMANNO LOMBARDO 30 May, 2017

Molti sintomi tipici dell' Intestino Irritbaile (SII), come nausea,  meteorismo, borborigmi, diarrea, gonfiore o dolore addominale, possono in realtà essere correlati all'enteropatia da intolleranza. 

La più diffusa è quella al lattosio, dovuta alla carenza o scomparsa degli enzimi Lattasi, indispensabili al  metabolismo del Lattosio, uno degli zuccheri maggiormente presenti negli alimenti della dieta. Il test (Breath Test) è una metodica non invasiva, di semplice esecuzione, ben accettata dai pazienti che permette una rapida diagnosi attraverso l'analisi cromatografica quantitativa della concentrazione di Idrogeno nell'espirato. L'esame è sensibile al 93% e specifico al 100%! Il test dura 4 ore, il paziente deve essere digiuno e seguire una piccola dieta la sera prima dell'esame.

Molti altri sintomi, prevalentemente Gastrointestinali, sono, invece, dovuti alla infezione da Helicobacter Pylori.

Marshall e Warren, due ricercatori, scoprirono il batterio auto-inoculandosi per via orale, ingoiando una soluzione contenete il batterio.

L' Helicobacter Pylori (HP) è un batterio presente in oltre il 25% della popolazione italiana, con una prevalenza del 50%, e può essere causa di Ulcera, Gastrite Atrofica, Gastropatie, Ulcera duodenale e gastrica, Infiammazione e patologie gastrointestinali.

Il batterio alberga nello Stomaco ed è l'unico che riesce a Resistere alla fortissima acidità presente. Anzi, non solo resiste, ma fa dei suoi enzimi (ureasi) un arma per trasformare l'acido dello stomaco nel suo Habitat naturale. Proseguendo nella sua vita, infatti, va ad erodere la barriera che protegge la mucosa gastrica, venendo in contatto con le pareti dello stomaco. In più, fa venire l'acido in contato con le pareti: questo è il meccanismo che provoca le Ulcere con sanguinanti.

Non a caso, oltre l'80% delle ulcere Gastriche e Duodenali sono in relazione con l'infezione di questo patogeno.

Non è invece, ben definito il ruolo nel Reflusso Gastroesofageo: secondo alcuni studi addirittura se,pbra che essere infetti possa in qualche modo proteggere dal Reflusso. Su questo non c'è unanimità nella comunità scientifica.

Altre malattie sono state messe in relazione con la presenza (pluriennale) dell'HP. In particolare è stata dimostrata una correlazione tra Linfomi Gastrici (tumori dello Stomaco) ed infezione da Helicobacter Pylori. Senza voler spaventare nessuno, dobbiamo precisare che la formazione di un Linfoma, avviene in tempi lunghissimi, in decenni, e che c'è quindi tutto il tempo per fare diagnosi e curare l'infezione.

Ma perché un Batterio può determinare una tumore? Il Linfoma non è altro che un tumore del "sistema immunitario", ossia delle strutture linfatiche periferiche che sono diffuse nel tessuto dello Stomaco (non essendoci veri e propri linfonodi). 

Il Sistema immunitario viene infatti costantemente stimolato dal batterio, fino a rispondere in maniera esagerata, provocando un Linfoma o un Tumore Gastrico (quest'ultimo avviene come risposta alla infiammazione costante che con il tempo tende a ricostruire la parete dello stomaco in modo aberrante).

COME AVVIENE IL CONTAGIO?

Il contagio è stato dimostrato, recentemente, che possa avvenire anche attraverso la saliva, per cui è importante la diagnosi a livello di nucleo familiare. 

Il Batterio è comunque presente nelle carie, nella saliva, nelle feci. Si stima che avvenga attraverso il contatto diretto di cibi, strumenti o posate infette dal batterio.

COME SI FA LA DIAGNOSI?

Prima di tutto bisognerebbe consultare un Gastroenterologo, il medico esperto delle Patologie dello Stomaco, esofago ed intestino.

Il test più veloce, rapido e specifico oltre il 95% è l'Urea Breath Test , una metodica non invasiva, molto semplice. 

Il Paziente deve essere digiuno. Verrà somministrata una banalissima quantità di Urea e dopo  appena 30 minuti verrà prelevata una quantitatità di area nell'espirato, con cui, attraverso una analisi spettrofotometrica, verrà misurata la quantità di ammoniaca prodotta (HP infatti, attraverso il suo enzima Ureasi scinde l'Urea in Bicarbonato e ammoniaca), che sarà indicativa della presenza o assenza del Batterio. 

Nei casi Dubbi, sospetti o in cui la diagnosi deve essere certa, l'esame principe è la Gastroscopia (EGDS), in cui viene prelevato un frammento di mucosa sul quale viene effettuato un esame istologico al Microscopio (oltre con delle colorazioni adeguate) in maniera da evidenziare direttamente la presenza del batterio (infatti esistono delle forme coccoidi, non attive che però potrebbero riattivarsi in futuro ).

LA TERAPIA

La terapia si compone di 3 farmaci (TRIPLICE) o 4 (quadruplice) in base alla riuscita o meno dell'eradicazione, di cui uno è normalmente un Gastroprotettore (infatti il batterio è sensibile ad alcuni inibitori di pompa protonica) e gli altri due o tre antibiotici diversi per garantire l'eliminazione.

 Dopo una terapia eradicante somministrata dal Gastroenterologo, deve essere ripetuto il test, che a questo punto raggiunge una specificità del 100%, per vedere la buona riuscita della terapia stessa.

By ERMANNO LOMBARDO 23 May, 2017

Hai difficoltà a dormire? 

Ti svegli di notte russando o con le Apnee? 

Parli nel sonno? 

Mentre dormi hai scatti irregolari delle articolazioni e dei muscoli ?

Sudorazione notturna o gambe che non si riposano mai?

Ti svegli con la sensazione di non essere mai del tutto riposato?

Hai difficoltà nell'attività sessuale o nella guida dell'automobile?

Durante il giorno hai sonnolenza?

Se hai risposto Si ad una di queste domande, allora è bene che tu legga questo Articolo fino in fondo!

Dormire bene è diventata ormai un arte. 

A prescindere dall'esotico sapere dell'antico Samuray o dalla moderna moda dello yoga.

 

Visti i ritmi della vita moderna, più che di un arte, direi che si tratta proprio di un mestiere, di un lavoro, con delle competenze specifiche.

 

Negli anni di lavoro e di studio come esperto del sonno, grazie al contributo dei moltissimi pazienti che abbiamo curato con tutto lo staff, ho elaborato questi 10 trucchi che ho chiamato "igienici".

 

Niente di riferito alla pulizia della persona, che ognuno fa o meno in base al sapore che agli altri vuol dare di sè stesso... ma sono dei veri propri consigli di "IGIENE DEL SONNO", che se applicati, non solo possono migliorare la propria situazione, ma possono risolvere anche moltissimi problemi.

 

Certo che presi da soli non sono la panecea di ogni male. Vanno sempre integrati in un percorso terapeutico, in cui uno specialista del sonno (come me ed il nostro staff), può seguirti completamente, ed in cui queste dieci regole, rappresentano una ciliegina sulla torta.

 

1. Utilizzare la stanza in cui si dorme solo per dormire.


Sono da evitare attività quali la lettura, lo studio, l’utilizzo del computer, guardare il televisore nella camera da letto, che deve essere, invece, il luogo in cui si stabilisce una sensazione di rilassamento;

 

2. La stanza in cui si dorme deve essere confortevole ed adatta al sonno.

 

Deve essere sufficientemente buia, silenziosa, con una temperatura ottimale, non troppo secca né troppo umida.
Il letto ed il materasso devono essere comodi;

 

3. Evitare di assumere nelle ore tardo-pomeridiane e serali bevande stimolanti (caffè, tè, Coca Cola, Redbull, cioccolata,...);

 

4. Evitare pasti serali abbondanti,  molto calorici o ad alto contenuto proteico (carne, pesce, formaggi) e se possibile cenare almeno un paio di ore prima dell'orario in cui andare a dormire;

 

5. Evitare alcolici  (vino, birra, superalcolici) ed il fumo di tabacco nelle ore serali;

 

6. Non eseguire sonnellini diurni  (è ammesso un breve sonnellino dopo pranzo).


In particolare, è assolutamente deleterio sul sonno notturno un sonnellino dopo cena (ad esempio sul divano davanti al televisore);

 

7. Non intraprendere attività impegnative o coinvolgenti sul piano emotivo o mentale (studio, lavoro al computer, videogiochi, ...) o di guardare il televisore nell’ora prima di coricarsi.
Anche l’attività fisica medio-intensa (ad esempio, la ginnastica in palestra) sarebbe da evitare nelle ore serali, ma consigliata il giorno;

 

8. Evitare bagni o docce calde nelle ore serali;

 

9. Tentare, per quanto possibile, di  coricarsi la sera e di alzarsi al mattino ad orari regolari, cercando di assecondare la propria tendenza naturale del sonno.
Tali orari andrebbero rispettati anche nei fine settimana e nei giorni di riposo o di vacanza;

 

10. Rimanere a letto solo il tempo necessario per dormire.
In caso di difficoltà nel prendere sonno, non restare a letto per più di 10 minuti, ma alzarsi e svolgere attività rilassanti fino a quando non si percepisce sonnolenza.
Evitare anche di guardare la sveglia, che nel caso sarebbe da togliere dal comodino...
Al mattino al risveglio, non restare a letto più del necessario.

 

Torna a dormire come un bambino. 

Se ne hai bisogno, prenota una visita la nostro centro del sonno! Chiamaci allo 0661560852

By ERMANNO LOMBARDO 18 May, 2017
Molto spesso dolori muscolari o articolari a schiena, fianchi, ginocchia, caviglia e schiena sono causati da un allineamento dei piedi scorretto. Oltre il 75% della popolazione è affetta da un errato allineamento dei piedi, in termini di supinazione o pronazione.

 PERCHE' I NOSTRI PLANTARI FOOTBALANCE?

 I Plantari, grazie ad una innovativa Tecnologia 3D a termocalore sono personalizzati al 100% per supportare il tuo piede nel mantenere la posizione neutrale (chiamata "Windlass), favorendo l'equilibrio ed una corretta postura del corpo. I nostri plantari nascono da una approfondita analisi del tuo piede grazie ad una pedana podologica computerizzata che studia i diversi tipi di appoggio plantare simulando le diverse condizioni di carico del piede, unica nel suo genere (il test viene effettuato gratuitamente per tutti).

 Creati da ortopedici in collaborazione con fisioterapisti e podologi forniscono i seguenti benefici: - Supportano e mantengono il naturale allineamento dei piedi, - offrono un Comfort su misura, - migliorano le performance sportive, - migliorano il benessere generale del piede.


Esistono una vasta gamma di possibilità, riassumibili in due grandi categorie:

1) Medicali
2) Sportivi

 Il primo pensato per tutte le attività del giorno, il secondo elaborato appositamente per gli sportivi, più leggero, agile e snello per entrare anche nelle scarpe più tecniche. Sono disponibili plantari con differenti gradi di rigidità e capacità di ammortizzazione, ideali per ogni attività sportiva o quotidiana, dagli sport Indoor a quelli all'aperto.

 I vantaggi del nostro plantare rispetto a quelli che si trovano in commercio nelle farmacie o nei negozi sportivi:

1) Il nostro plantare è UNICO: basato su un analisi podologica dell'appoggio plantare con una pedana Baropodometrica computerizzata, che permette di realizzare il TUO plantare. Questo fornisce un supporto naturale al piede e alla postura.

2) SU MISURA: i pedi sono tutti diversi e spesso differiscono anche tra destro e sinistro. I nostri plantari vengono modellati su ogni piede per una vestibilità perfetta.

3) FACILE E VELOCE: il plantare è modellato direttamente sul posto sui vostri piedi: sono prodotti in pochi minuti e possono essere usati subito

4) ECONOMICO: offrono una soluzione conveniente per i problemi che affliggono in nu numero sempre maggiore le persone ed i loro piedi.

Prima di ogni realizzazione del plantare, i nostri tecnici effettuano un analisi e valutazione del tuo appoggio plantare, totalmente GRATUITO.

Prenota allo 0661560852!
By ERMANNO LOMBARDO 17 May, 2017

La carbossiterapia è un trattamento che impiega anidride carbonica somministrata per via cutanea e sottocutanea. 

Si origina dalla medicina termale e l’applicazione inizia intorno agli anni 30 in Francia. 

 La terapia deve essere eseguita solo da personale medico specializzato che prima di sottoporre il paziente al trattamento deve verificare il suo stato salute affinché sia compatibile con la terapia. L’analisi clinica del danno locale serve a individuare il tipo di patologia del paziente anche per verificarne le sue cause e stabilire se effettivamente la carbossiterapia possa avere un effetto benefico o meno

 La prima Visita con il nostro Medico Estetico, Dott.ssa Amelina è completamente GRATUITA!


Tecniche ed esecuzione della carbossiterapia

Concretamente il trattamento prevede la presenza di un’apparecchiatura che genera anidride carbonica allo stato gassoso, iniettata attraverso un ago collegato al tubo del macchinario.

L’erogazione avviene in maniera controllata, e il trattamento prevede la sostituzione dell’ago per ogni paziente per garantire una maggiore pulizia. L’apparecchiatura usata per il trattamento della carbossiterapia devono essere sicure ancor meglio se è presente anche la certificazione del ministero della sanità.

 

Campi di applicazione

Il nostro corpo produce naturalmente anidride carbonica quindi non si corrono rischi, si tratta dunque di un sistema atossico e non pericoloso. 

 

La carbossiterapia è consigliata in agiologia, medicina estetica e ortopedia, è indicata ai pazienti che soffrono di gambe gonfie perché si riaprono i capillari chiusi e si agisce sulla microcircolazione, riduce il grasso accumulato ed effettua un’ossigenazione del tessuto, lasciando la pelle più elastica, quindi si riducono le adiposità localizzate, è indicata anche per il trattamento della cellulite in quanto migliora il flusso sanguigno e la pelle a buccia d’arancia appare levigata

 

Il trattamento è consigliato ai pazienti che soffrono del fenomeno di Reynaud, alopecia, ulcere cutanee, cellulite, psoriasi. 

 

La biostimolazione da carbossiterapia è indicata per le rughe labiali, le zampe di gallina e per dare tono al collo e al decolté. In quest’ultimo caso si affronta un trattamento mirato per le zone che hanno perso tonicità e di conseguenza l’ovale del viso non appare più simmetrico e perfetto.

 

Frequenza delle sedute

 

Secondo la differente patologia sono indispensabili un numero minimo di sedute, ciascuna dura quindici minuti, la terapia può essere ripetuta anche durante l’anno. Quando si tratta di un problema estetico si consiglia di eseguire il trattamento almeno una volta a settimana associando anche altri trattamenti come il linfodrenaggio.

 

Controindicazioni

 

Esistono delle controindicazioni per i pazienti che soffrono di : insufficienza renale grave, trombosi arteriose, che stanno seguendo delle cure con inibitori dell’anidride carbonica, tachiaritmie cardiache, pregresso d’ictus, gravidanza, tromboflebiti, anemia grave, per questa ragione prima di sottoporsi al trattamento il medico dovrà valutare il corretto stato di salute del paziente.

 

Costi

 

I costi sono di circa 60 euro a seduta, costo che può variare secondo l'asociazione con la pressoterapia che ne moltiplica gli effetti positivi dimagranti e snellenti. Il numero di sedute sarà stabilito dal medico in base alla patologia. Il trattamento se eseguito con costanza offre buoni risultati non solo in campo estetico ma anche in angiologia. 

 

Per il campo estetico occorre sottolineare che assieme al trattamento di carbossiterapia occorre sempre seguire un’alimentazione sana e varia, fare del movimento quotidianamente, e mantenere un corretto stile di vita.

 

La prima Visita con il nostro Medico Estetico, Dott.ssa Amelina è completamente GRATUITA e servirà per spiegarti gli effetti, per valutare il numero di sedute e per farti un preventivo reale. SENZA IMPEGNO!


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By ERMANNO LOMBARDO 14 May, 2017

Spesso si tratta di episodi dovuti a posture sbagliate, debolezza muscolare o rigidità articolare. Facendo attività fisica con costanza si irrobustisce la colonna vertebrale e si prevengono ricadute.


Molto spesso il Mal di Schiena origina da movimenti "sbagliati" , ossia effettuati con distrazione, e che coinvolgono la flessione in avanti del busto con rotazione, tipo allacciare le scarpe.

Oppure semplicemente da una postura scorretta.


Se invece si ha una protrusione o un ernia, il discorso cambia totalmente: è meglio consultare uno specialista del mal di schiena, perchè le terapie "conservative" non risolvono realmente il problema, ma "nascondono la sporcizia sotto il tappeto".


Di seguito alcuni piccoli consigli per prevenire il Mal di Schiena, prima che diventi un dolore cronico ed insopportobile.

 

Un italiano su tre resta a casa dal lavoro. La maggior parte delle volte si tratta di un episodio doloroso dovuto a posture errate, rigidità articolare o debolezza muscolare.

 

1. Non rimanere a letto troppo a lungo. Con il movimento migliora o si risolve in nove casi su dieci. I movimenti di allungamento sono i più indicati, morbidi e prolungati. Il nuoto esercita un massaggio naturale alla colonna vertebrale. La colonna è fatta per essere una entità in movimento, quindi non bisogna stare troppo sdraiati.

 

2. Il dolore può essere Acuto (che dura un mese) o cronico (che non passa dopo tre mesi). In ogni caso è meglio intervenire. Se il dolore non passa né con analgesici né con terapie strumentali (che sappiamo essere inutili), è consigliabile rivolgersi ad un medico o uno specialista.

 

3. Evitare per quanto possibile le punture: irrigidiscono la schiena e immettono in cricolo solamente robaccia che rovina il fegato. Meglio farsi valutare dallo specialista.

 

4. Per prevenirlo mantenere livelli di attività fisica elevati! Praticare un'attività sportiva almeno una o due volte la settimana purché lo si faccia con costanza: nuoto, jogging, camminata, tennis, ballo, bicicletta...

 

5. Cercare di non stare seduti troppo a lungo : una pausa ogni due ore. La schiena deve essere ad angolo retto rispetto alla seduta, un sostegno morbido a livello della zona lombare, le cosce aderenti la seduta. 

 

Cercare di fare micro esercizi mentre si è seduti: giare la sedia lateralmente per mantenere la colonna in movimento, camminare molto, non usare l'ascensore, parcheggiare lontano, preferire le scale, alzarsi ogni volta che è possibile...

 

Usare il trucco della bottiglietta d'acqua: bere fa benissimo. Inolte si usa una bottiglia da 33 cl si ha la fortuna che la si finisce in un paio di sorsi, e quindi bisogna andarla a riempire di nuovo: muoversi, muoversi, muoversi

Controlla la tua postura: spesso i mal di schiena provengono da una postura scorretta, scoliosi, piedi piatti, appoggi plantari errati. Controlla la tua Postura.

 

6. Non stare troppo in piedi nella stessa posizione. Cercare di mantenersi appoggiati a un piano per scaricare il peso che altrimenti graverebbe sulla colonna oppure variare il peso da una gamba all'altra.

 

7. Se costretti a guidare a lungo utilizzare un buon sostegno lombare. Il volante deve stare all'altezza delle braccia, che devono risultare semi-flesse.


8. Nei momenti di pausa approfittatene per fare qualche esercizio di stretching, da concordare caso per caso con lo specialista o con il Fisioterapista. Presto lanceremo un volume con gli esercizi maggiormente utili.

 

9. Il dolore aumenta negli stati di Stress. Bisogna imparare a gestire la stanchezza e muovere il collo quando si è troppo seduti.

 

10. Attenzione a sollevare i pesi. Regola numero uno: non piegare la schiena, ma flettere le ginocchia. Due: tenere il peso vicino al corpo. Tre: spostarle il peso muovendo i piedi, senza fare torsione del busto.

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